mercoledì 13 giugno 2012

GustoForte "Souvenir of Italy"

Il buco nero dell'oblio sputa fuori i romani GustoForte, trio d'avanguardia no wave attivo negli anni '80. Un vinile prodotto in sole duecento copie nel 1985, due live e poi il silenzio, null'altro che "audiocassette costrette da serigrafie e cianografie, fotoromanzi sfocati e strappati... copie in stazioni, piazze e fermate d’autobus. Lisbona, Parigi, Roma, Palermo e Bucarest".
Giannotti, Verdinneli e Galderisi, un trio tanto oltranzista nelle modalità comunicative e distributive quanto nella proposta sonora: elettronica rumorista, piatti e mangiadischi, nastri e "oggetti inanimati" affiancano bassi, synth e tastiere per generare stranianti scontri e fusioni tra stornelli popolari, trasmissioni radio, rumori, frequenze e deserti di silenzi ancora più opprimenti per l'assenza di eco. Tanta l'oscurità e tanto lo straniamento nei due brani contenuti in questo picture disc: la title-track è un fluttuare verso la deriva di un etere/pattumiera stipata di relitti audio o, come leggiamo sul web, una "necrofora discesa negli inferi della memoria Nazionale". Registrata a Roma nel 1986 sarebbe dovuta apparire nel secondo lavoro a nome GustoForte che non vide mai la luce. Fino ad oggi. Sull'altra facciata La merda che fuma, eseguita dal vivo al Beat '72, sempre a Roma, nell' 85. Basata sull'omonimo testo del poliedrico artista marchigiano Osvaldo Licini, è un reading lento ad opera di una voce filtrata, robotica e cupa, che prima si muove e poi si perde in un crescendo di percussioni estemporanee, fruscii, vibrazioni e oggetti che prendono vita.
Tanto ostici quanto interessanti, i GustoForte si collocano all'immaginifico crocevia tra Mario Schifano, Claudio Rocchi, la library music di Egisto Macchi e Daniela Casa e la New York più sotterranea di inizio '80. Un ripescaggio necessario.

(Plastica Marella / Tweedle Music 2012)


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