domenica 12 febbraio 2012

Mumble Mumble Mumble "Blank"

Opera di un oscuro trio torinese rispondente al nome Mumble Mumble Mumble, improvvisata e registrata in casa nella notte, “Blank” è una lunga jam session in undici movimenti indicati da crudi codici numerici, in cui basso, batteria, vocalismi ed effetti elettronici avanzano in punta di piedi attraverso lande di ambient e drone music, in direzione del silenzio. Non si punta all’accumulo ma si gioca per sottrazione: anche nei rari accenni di rumore si evince come una volontà di trattenersi e frenarsi, sorta di religioso rispetto per la notte che questi suoni li ha visti nascere.

Molti gli spunti interessanti anche se non particolarmente originali, che non sarebbe nemmeno un gran problema. Il problema è di forma: “Blank” parla una lingua drone, ne accetta il vocabolario (la lunga jam session, i suoni cupi e dilatati) ma non ne segue la grammatica, ovvero quella lunghezza tipica e quell’ossessività necessarie per far volare la mente. Fonde al contrario trame brevi e variegate nelle quali è impossibile perdersi, movimenti di un minuto bloccati a metà strada tra l'essere canzoni, di cui costituiscono solo bozzetti incompleti, e territori sconfinati nei quali non si ha il coraggio di addentrarsi. A titoli di esempio, in 29103134 il ritmo non fa in tempo ad assumere una forma che subito si blocca, col suono che imbocca un’altra direzione; o le trame di rumore in 35143727, che per un attimo prendono spessore e si dilatano, per rintanarsi poco dopo nella quiete: tutto sembra essere di passaggio, come frammenti di suono alla deriva in un ipotetico cyberspazio. E anche il bianco in copertina finisce per essere fuorviante: qui ci sono la notte e la concretezza di un suono che non è digitale ma fisico e materico, oscilla e dialoga con le pareti della stanza in cui è stato catturato.

In download gratuito sulla net label croata Brlog Records o presso il labirintico sito della band: vale l'ascolto soprattutto nella speranza di sviluppi futuri. Lo scopo della drone music è perdersi, ma qui non si fa in tempo: peccato, perchè il viaggio sarebbe stato assicurato.

(Brlog Records, 2011)


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