sabato 4 febbraio 2012

Funk Police "Hot We Are Funk We Play"

L'ultima menzione d'onore per il 2011 da poco lasciato alle spalle spetta ad un trio di Metz rispondente al nome Funk Police.
Formato da Guillaume dei Feeling of Love, Nafi di Scorpion Violente e Thierry dei Dust Breeders, vista la provenienza dei tre non c'è da aspettarsi nulla di sano né tantomeno tranquillo, ed infatti: esordio col botto a base di funk bianco e anfetaminico che spara grooves nervosi e martellanti brano dopo brano, riesumando mostri sacri del calibro di Pop Group, Public Image Ltd e Contortions. Linee melodiche qui martellanti e furiose lì sghembe e annoiate, sempre e comunque acidissime: non pensare ad Alan Vega è praticamente impossibile, ma ben venga per il buon Guillaume e tutti noi. Ok riesumare il passato, ok la copertina paracula con i triangoli i pezzi di corpo i luoghi esotici, ma niente nostalgia qui. Qui ci si sporca le mani, si suda, ci si addentra nella giungla.

Back Inside You è IL Singolo di fine anno, chitarre affilate e ritmi talmente ossessivi da farti impazzire, synth sci-fi in sottofondo, la voce e le urla di Guillaume più nette di una sentenza di morte; più tribale, sghemba e dissonante è invece Coco Dance, ovvero James Chance che ritorna a fare le cose serie. E così si prosegue, tossicodipendenze disco-funk in Horsefag, grida acidule alla Svenonius, cavalli imbizzarriti e un tiro trita-rotule, una Immigrant Pekin Mambo Love Song figlia della Cheree dei Suicide, Cristo quanta malattia c'è qua, mentre Red Blood Black Boobs e You Always Win mettono per un attimo da parte i lustrini logori per affondare le mani nel noise garage delle band di origine, nostalgia di casa. Il ritmo si spezza di nuovo con l'oscura e sempre ossessiva Sugar, giusto una pausa per fare il pieno sicuramente non di zucchero e rituffarsi nella mischia con Why Do I Always Have To Live In The Same Fucking Song?, bordata nichilista in cui la furia del punk e il tiro del funk ci danno giù di brutto a fare all'ammmore. E la cavalcata finale di Sorry Angel, dacci dacci dacci e alla fine si rischia l'overdose.
Tanta roba insomma, "Hot We Are Funk We Play" è una partita clandestina di bamba infiltrata nei circuiti underground, oggi che il diktat è lo sviaggio, lo stordimento. Wow.


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