lunedì 2 gennaio 2012

Playlist 2011





Tempo di playlist anche per The White Surfer. Partiamo dalle orecchie: un 2011 ricco di eccellenze in cui, almeno per il sottoscritto, la Not Not Fun e tutto ciò che ad essa gira intorno, sia direttamente sia solo come attitudine o idea di fondo, hanno fatto da mattatori.
Ecco dunque che al primo posto troviamo gli sposini Aaron Coyes e Indra Dunis meglio noti come Peaking Lights, con il loro perfetto "936": la perfezione della neo-psychedelia che neo-psychedelia non è. Ritmo e viaggio, relax e torpore, una tinta unica impossibile da trovare altrove. Segue a ruota il francese High Wolf con "Etoile 3030", uscito in cassetta per i soliti fricchettoni californiani. Tiratura ultralimitata per un album immeritatamente passato in sordina, un altro pianeta rispetto al pur discreto "Atlas Nation" recensito su queste pagine. Chiude il podio il sempreverde Arrington De Dionyso col suo nuovo progetto Malaikat Dan Singa: "Suara Naga", un viaggio in un'Indonesia densa di demoni e riti sciamanici come mai prima d'ora nella produzione del nostro, già tutt'altro che cristallina. Dantesco.
Ecco il resto del meglio, dal quale escludiamo solo per ragioni di calendario (dato che l'uscita ufficiale è prevista per metà gennaio) "Wild" di Above The Tree & The E-Side, nuovo album per Marco Bernacchia accompagnato ora dal concittadino Matteo Sideri. Procuratevelo, che è meglio. 124 gli album/compilation/ep/altro targati 2011 ascoltati nel corso dell'anno, mancano molte cose che potrebbero inserirsi in classifica ma tant'è.

1. Peaking Lights "936" (Not Not Fun)
2. High Wolf "Etoile 3030" (Not Not Fun)
3. Arrington de Dionyso's Malaikat dan Singa "Suara naga" (K Records / Interbang)
4. Tom Waits "Bad As Me" (Anti)
5. Maria Minerva "Cabaret Cixous" (Not Not Fun)
6. Squadra Omega "Le Nozze Chimiche" (Macina Dischi)
7. Butcher Mind Collapse "Night Dress" (Bloody Sound Fucktory)
8. Maria Minerva "Noble Savage" (100% Silk)
9. Demdike Stare "Tryptych" (Modern Love)
10. Joan as Police Woman "The Deep Field" (PIAS)
11. Burial Hex "In Psychic Defense" (Sound of Cobra)
12. St. Vincent "Strange Mercy" (4AD)
13. Biosphere "N-Plants" (Touch)
14. I Cani "Il sorprendente album d'esordio dei Cani" (42 Records)
15. Satan Is My Brother "A Forest Dark" (Boring Machines)
16. Maria Minerva "Tallinn at Dawn" (Not Not Fun)
17. Gang Gang Dance "Eye Contact" (4AD)
18. Gillette "Gillette" (100% Silk)
19. Panda Bear "Tomboy" (Paw Tracks)
20. Orfanado "Iter" (Sound of Cobra)
21. VV.AA. "BLNRB: Welcome to the Madhouse" (Out Here)
22. VV.AA. "Borgata Boredom" (No=Fi Recordings)
23. Barn Owl "Lost in the Glare" (Thrill Jockey)
24. Maria Minerva "Sacred and Profane Love" (100% Silk)
25. Andy Stott "Passed Me By" (Modern Love)
26. Mombu "Mombu" (Subsound)
27. Pedro Magina "Nineteen Hundred and Eighty Five" (Not Not Fun)
28. Sun Araw "Ancient Romans" (Drag City)
29. High Wolf "Atlas Nation" (Holy Mountain)
30. Joe Lally "Why Should I Get Used to It" (Tolotta)


E passiamo agli occhi.
18 i film del 2011 visti nel 2011, dalle delusioni cocenti di "The Tree of Life" di Terrence Malick e "This Must Be The Place" di Paolo Sorrentino a grandi e piacevoli sorprese: il primo posto se lo aggiudica "Melancholia" di Lars Von Trier, anche grazie agli incubi reiterati e al groppo in gola persistente a settimane dalla visione, cosa che non succedeva da tempo. Giusto mezzo gradino sotto "Carnage" di Roman Polanski, già osannato su queste pagine per semplicità ed efficacia. Bronzo per il sorpendente "Una Separazione" di Asghar Farhadi, film iraniano che non ha convinto soltanto me ma una gran fetta di critica. Menzioni speciali anche per gli ottimi "The Artist" di Michel Hazanavicius e "Drive" di Nicolas Winding Refn, ma spazio alla top ten:

1. "Melancholia", Lars Von Trier (Dan/Ger/Fra/Sve)
2. "Carnage", Roman Polanski (Fra/Ger/Pol/Spa)
3. "Jodái-e Náder az Simin (Una Separazione)" Asghar Farhadi (Iran)
4. "The Artist", Michel Hazanavicius (Fra)
5. "Drive", Nicolas Winding Refn (Usa)
6. "Habemus Papam", Nanni Moretti (Ita)
7. "Zeitgeist: Moving Forward", Peter Joseph (Usa)
8. "Midnight in Paris", Woody Allen (Fra/Usa)
9. "The Ides of March (Le Idi di Marzo)", George Clooney (Usa)
10. "La piel que habito (La Pelle che abito)", Pedro Almodovar (Spa)


Possibili intrusi futuri ancora non visti: "Il cavallo di Torino" di Bela Tarr, "Pina" di Wim Wenders, "Faust" di Alexander Sokurov, "L'amore che resta" di Gus Van Sant, "Miracolo a Le Havre" di Aki Kaurismaki, "Il ragazzo con la bicicletta" di Jean-Pierre e Luc Dardenne, "Tomboy" di Céline Sciamma.


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