martedì 31 gennaio 2012

HOMEMADE FLAGS No. 7



Flag No. 7, il Paradise di Monsano, Ancona.

Via Emilia Romagna 15, coordinate nord 43.562419, est 13.279785.
Visto che l'hypnagogia e la navigazione nel liquido amniotico dei propri ricordi sono tra i must di questo inizio decennio, e complice l'attuale lettura di "Retromania" di Simon Reynolds, giusto un paio di giorni fa mi son trovato a chiedermi quale fosse la tomba nonchè monumento storico più rappresentativo di quegli Anni Ottanta e Novanta che, per i jesini-e-dintorni della mia età, hanno rappresentato l'infanzia e l'adolescenza. Ovvia la risposta: il Paradise di Monsano!
Ufficialmente "Paradise Playcenter", anche detto "il locale del divertimento numero 1 nelle Marche": stiamo parlando di un'enorme struttura di oltre 30.000 metri quadri con sala giochi, sala biliardo, bowling, parco giochi per i bambini, pista di pattinaggio su ghiaccio, casinò, bar paninoteca, ristorante, pizzeria e sala per eventi privati. Un parcheggio con mille posti auto, un parco acquatico per l'estate e, non so più se ci sia ancora, forse son rimasto indietro, una discoteca che anni e anni fa recava l'ammiccante insegna Melody Sirens. Alla faccia vostra.
Sarah Connor nel primo "Terminator" avrebbe potuto lavorare qui, e anche Marty McFly di "Ritorno al Futuro" l'avrebbe scelto come possibile luogo di ritrovo. Magari non tutti i giorni. Il Drugo Jeffrey Lebowski probabilmente l'avrebbe trovato troppo affollato di pivelli e marmocchi, e sarebbe andato a giocare a bowling da un'altra parte.
La luce e lo sfavillio vivono tutt'oggi nell'insegna immortale e nei neon che si sviluppano lungo l'intera facciata, che di pari livello ne trovi solo a Hollywood o a Las Vegas. Perlomeno dalle nostre parti. E ci sono ancora sia le patatine fritte, tappa obbligata se vuoi SENTIRE in pieno l'esperienza, sia i tamarri reduci dell'era del progressive slow di fine millennio, tubetti di gelatina nei capelli e quelle taglie di vestiti sempre più piccole del dovuto, sempre. Nineties never die in Monsano. Ci sono anche i videogames del tempo che fu, sempre meno a dir la verità, memoria di una preistoria ante-Wii e ante-Playstation 3 e ante-tutto, quando per videogiocare dovevi uscire di casa. E i giochi erano belli, non come le stronzate di ora.
Se devo scegliere un paio di Paradise-ricordi da conservare, vada per: uno, le prime cene di classe del Liceo a base di pizza e coca-cola, due, a otto-dieci anni o giù di lì, le prime capatine con mio zio e mio cugino in questo che a me, maniaco nintendomane, sembrava davvero Il Paradiso. Scegliete i vostri, giovani jesini-e-dintorni, e non dite che non ne avete che non vi crede nessuno.


Nessun commento:

Posta un commento