martedì 3 gennaio 2012

Above the Tree & The E-Side "Wild"

Inizio anno col botto, esce per Locomotiv Records il nuovo album di Above the Tree, stavolta accompagnato dal concittadino Matteo Sideri aka The E-Side alla batteria e ai gingilli elettronici, non solo semplice spalla ma valore aggiunto fondamentale.
A testimonianza che anche l'elettricità è un colore nella tavolozza della Natura, fatta di lane che sfregano a sollevare peli e pezzetti di carta, in "Wild" troviamo beat precisi, potenti e luminescenti di splendore digitale che si sposano meglio della più rosea previsione con le radici blues (seppur OGM), i meccanismi e gli ingranaggi color ruggine del Bernacchia che fu (e che continua ad essere in dimensione acustica). Un connubio più efficace di quanto ogni parola potrebbe spiegare. Come uno switch improvviso e inaspettato dai Flintstones ai Jetsons/Pronipoti, ecco.
"Wild": Marco Bernacchia è selvaggio non più solo in mezzo a boschi pini e ruscelli ma anche in pista da ballo, con tessiture da estasi psichedelica e vocalizzi ossessivi imperniati su telai di battiti techno capaci di smuovere anche il culo più statico (l'incipit di On the road è esemplare). Forse una scelta mirata quella di Above the Tree, da sempre poco entusiasta dell'immobilità del pubblico: problema risolto, c'è da starne certi. Ed è wild anche nel suo spostarsi freneticamente da un angolo all'altro del Globo, foss'anche solo per una tinta di fondo, un'atmosfera da evocare: dal Delta del Mississippi all'Oriente (W China), dagli Indiani d'America alla Milano berlusconiana (Bunga Bu), grottescamente vicina al cuore primitivo dell'Africa nera.
Speriamo vivamente che questo "Wild" sia il disco della consacrazione per Above the Tree: di certo è quanto di più attuale si possa ascoltare non solo nelle Marche, dove vince a man bassa grazie a una chiarezza di idee e a una capacità di rapportarsi ai tempi che corrono rara, ma anche molto, molto oltre.

(Locomotiv Records, 2012)

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