domenica 6 novembre 2011

VV.AA. "BLNRB: Welcome to the Madhouse"

Germania Kenya, Berlino Nairobi, BLN NRB, BLNRB: il gioco è fatto.
Tre anni di collaborazione tra alfieri della fervida scena elettronica berlinese quali Modeselektor, Jahcoozi, Teichmann e alcuni dei migliori esponenti della vitale Nairobi underground che ha nello Studio Madhouse, allestito per l'occasione, un nuovo epicentro creativo. Dopo una serie di concerti nell'uno e nell'altro continente arriva oggi l'album, un vivacissimo incontro/scontro tra pulsazioni deep techno e african hip hop, capace di produrre risultati diversi a seconda dei valori in gioco e delle loro combinazioni: ecco allora la titletrack, i bassi dubstep di Jahcoozi che pompano in alto le linee melodiche di Nazizi, splendida scoperta, accompagnata da Sasha Perera e Mister Abbas. Steroidi dritti nel sangue. O ancora Msoto millions, Take it higher e soprattutto Zamaney, il dub come linguaggio universale e punto di incontro tra i ritmi cupi e densi del solito Jahcoozi e le fumate linee vocali del clan Ukoo Flani o dell'accoppiata Little King e Robo.
E poi Teichmann: Whateverman dub e Dirty laundry sono afro tribale in marcia sui bassi, con il tedesco che acconsente. I bassifondi sono i bassifondi, in qualunque parte del mondo ci si trovi, ma non c'è solo questo. Everyday with you e Away sono sferzate deep house in cui sia l'idioma africano di Alai K sia le sinuosità vocali di Michel Ongaro trovano il proprio habitat, coolness e calore che montano sul dancefloor. E c'è posto anche per maremoti electro (Living room) in cui nuotano le stupide vocine di Dogs e la melodia strippata del solito Ukoo Flani.
Minore in minutaggio ma non in qualità il contributo dei Modeselektor: in Monkeyflip, accompagnati dalla sorprendente Nazizi e da Mister Abbas, danno vita a un ordigno hip hop denso di beats e capace di fare la sua porca figura in ogni set dancehall in ogni angolo del mondo; con Kibera benga invece rallentano e raffreddano gli spiriti, eleganza house che mette da parte pulsioni hip hop, e le voci di Maasai Mbili, William Warero e Just a Band a fondersi nel flusso sintetico.
Nuovi modi e tempi per una grammatica che non dà segni di esaurire le proprie possibilità. E soprattutto nuovi ponti a varcare questi cazzo di confini.


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