giovedì 10 novembre 2011

St. Vincent ''Strange Mercy''

Ne ha fatta di strada la giovane Annie Clark, dai tempi del Berklee College Of Music agli esordi con i Polyphonic Spree, passando per la live band di Sufjan Stevens e l'esordio da solista nel 2007 con il sorpendente "Marry me". Dopo il bis del 2009 con "Actor" esce oggi il terzo capitolo della saga St. Vincent.
Completato l'abbandono della leggerezza tout court degli esordi, "Strange mercy" è un concentrato di pop barocco e orchestrale e di art rock, denso di arrangiamenti ricchi e ricercati e di una scrittura articolata e mai banale. Le sonorità sintetiche abbondano ed è evidente un maggior lavoro in fase di produzione rispetto al passato, non tale però da soffocare linee melodiche spesso accattivanti e originali.
Un lavoro minuzioso che ha parecchi picchi di qualità, dall'iniziale Chloe in the afternoon e la conclusiva Year of the tiger, con i loro contrasti tra un cantato sottile e sinuoso e linee di chitarra sature e spigolose; Cruel, melodia catchy ornata da intarsi di archi, tastiere e chitarre elettriche, Surgeon, ballad malinconica che scorre su fiumi di synth e cascate di note nel refrain; e ciliegina sulla torta la magniloquenza della title-track, pura seta.
Non solo una bella figura, una bella voce, il look giusto al momento giusto. Annie Clark ha talento da vendere e in quantità industriali.
Tra le migliori uscite dell'anno in corso: stato dell'arte dell'indie pop?

(4AD 2011)


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