mercoledì 16 novembre 2011

Braids "Native Speaker"

Album d'esordio per i canadesi Braids, di cui avevamo avuto un assaggio nel 2008 con l'EP "Set pieces".
Il quartetto di Montreal è neo-psychedelia all'ennesima potenza: ne rappresentano il lato terso e innocente, come degli Animal Collective privati del proprio passato più rumorista e caotico. Qui ci sono discendenze paradisiache, boschi, luce e natura 2.0. Basti sentire l'iniziale Lemonade, un tripudio di vita in technicolor: la voce cristallina di Raphaelle Standell-Preston richiama alla mente Joanna Newsom, Liz Bougatsos dei Gang Gang Dance o, tornando più indietro, Harriet Wheeler dei Sundays ed Elizabeth Fraser. Le textures di chitarra sono policromia in musica, sullo sfondo un dedalo di cori. Schegge di voce filtrate da un prisma e scagliate in mille direzioni, l'effetto complessivo è lisergico.
Gli episodi successivi confermano l'impressione iniziale, coniugando gli elementi in modo vario: anche in Plath heart e Same mum frammenti in loop continuo ed effetti a cascata, con tastiere e chitarre a dipingere paradisi artificiali in cui la voce angelica trova il suo habitat naturale; Glass deers, Native speaker e la conclusiva Little hand sono ancor più pure e lente, con un ritmo meno serrato e un maggior respiro per i cori; Lammicken aggiunge invece alla formula un tappeto di bassi minimal techno e un tripudio di effetti digitali.
Un lavoro cristallino e affascinante, ma l'influenza di neo-mostri sacri quali Animal Collective o Fuck Buttons è innegabile: la distanza tra semplice ispirazione e plagio è breve, a voi la scelta. Ricerca, innovazioni o passi avanti significativi non ce ne sono.
Per chi già abituato al genere una mezzora di piacevole pop imbevuto d'acido, ma di certo "Native speaker" non diventerà una pietra miliare: per quelle si ascoltino "Merryweather Post Pavilion", "Tarot Sport" o i primi Deerhunter. Per chi invece non si è ancora addentrato in queste lande, i Braids possono rappresentare una splendida scoperta.

(Kanine Records 2011)

BRAIDS - Lammicken from Mark Webber on Vimeo.


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