sabato 15 ottobre 2011

Uors

Ripercorriamo oggi la discografia di un'artista tra le più valide e purtroppo sottovalutate del panorama indipendente internazionale: Uors.
Della sua identità non è lecito sapere, quello che abbiamo sono tre album che confermano, passo dopo passo, uscita dopo uscita, la caratura di un personaggio eccentrico, sui generis, fuori dalle righe, forse scomodo, sicuramente unico.

Siamo agli sgoccioli del 2010 quando dal nulla spunta "Live", opera d'esordio della nostra eroina: un album di cover sì, ma che la nostra interpreta in maniera così innovativa da risultare come usciti dalla sua penna. Dall'inglese all'italiano passando per lingue inventate che evocano mondi astratti (forse un richiamo al lavoro dei nordici Sigur Ros?), dal pop al rock, senza fossilizzarsi su schematismi che ormai - con il nuovo decennio - paiono più che desueti. Molti gli episodi degni di nota, dall'iniziale All the people uorsis alla doppietta successiva densa di influenze africane, dal rock'n'roll anni '50 a Battisti, passando per Sinatra e canzone popolare italiana. Insomma, un fulmine a ciel sereno, tanto più sconvolgente quanto inaspettato.

E il bis non tarda ad arrivare, alcuni mesi dopo, con "Ablabas". Il secondo capitolo ci mostra un'artista già matura, che abbandona le insicurezze degli esordi e si butta a capofitto sulla scrittura: il risultato è una manciata di capolavori assoluti, basti pensare al brano che dà il titolo all'album o a Like Borfitz!, per non parlare di Frines by uodars o di ripescaggi della prima ora quali Ehi Slow Sister. E in conclusione la collaborazione con i Liars, suggello perfetto a un lavoro perfetto.

Ed infine, dopo concerti in giro per il globo, i periodi di permanenza prima in Perù poi in Algeria alla ricerca del proprio io interiore, è di pochi giorni la pubblicazione del terzo lavoro, dall'emblematico titolo "The Frinihorse": la title-track è quanto di meglio espresso dall'artista, che ci offre anche due interessanti rivisitazioni del brano in versione ska-reggae. E un'ulteriore gemma si ha in Spara Uonder Wise, quanto di meglio prodotto dalla poliedrica artista. Insomma, la carne al fuoco è tanta e la fame pure.

Una presenza di primo piano oggi sulla scena mondiale, e ce n'era bisogno.
Di Uors ne sentiremo parlare ancora, statene pur certi, è brava.

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