martedì 25 ottobre 2011

This is England

Prodotto nel 2006 ma distribuito in Italia solo ora, "This is England" è la storia di Shaun, ragazzino che vive in una tipica periferia di città inglese nei primi anni Ottanta.
Il padre morto nelle Falkland, le difficoltà di inserimento a scuola dove si ritrova isolato e deriso a causa del suo look retrò, un temperamento burrascoso di natura e ancor più accentuato dalla situazione non congeniale. L'ancora di salvezza viene gettata da Woody e dai suoi amici skinheads che lo accolgono nel branco, ma la situazione non tarderà a degenerare.

Il film di Shane Meadows concentra in poco più di cento minuti la descrizione di una società, l'Inghilterra di Margaret Tatcher (la "Maggie slut" scritta sui muri dai protagonisti del film), con tutti i suoi mali e contrasti: il nuovo imperialismo (la Guerra delle Falkland), la scarsità di lavoro e di case dovuta anche alla forte immigrazione, il razzismo esasperato (il commerciante pakistano, uno dei ragazzi della crew, Milky) e il terrificante quanto ingenuo nazionalismo che ne conseguono: in questo emblematiche le figure dello psicotico Combo, interpretato dall'ottimo Stephen Graham, e dei suoi seguaci, gli ottusi Gadget e Banjo.
E questo mondo viene sperimentato in prima persona dal piccolo Shaun, che si troverà a dover fare i conti con i diktat della moda imperante (dagli anfibi, i pantaloni stretti con bretelle e la camicia a scacchi, passando per la rasatura a zero, fino ad arrivare alla croce di San Giorgio tatuata sulla mano), con l'acool e la marijuana, il sesso (spassosi i dialoghi con la stralunata "fidanzata" Smell), il punk rock, lo ska e l'oi! dilaganti.
Il risultato è un quadro completo dell'Inghilterra di un tempo vista dagli occhi di un ragazzino, che aspira però ad essere troppo, troppo completo. La nausea è dietro l'angolo. I personaggi in gioco e i rapporti tra essi sono a volte stigmatizzati e semplificati oltremisura (la madre è bidimensionale; Woody, tanto importante all'inizio della vicenda, praticamente scompare con un'indegna uscita di scena); la storia è lineare, furba e intrisa di cliché, e soprattutto non esita a servirsi di immagini di repertorio per sottolineare i tratti salienti di un'epoca e di una colonna sonora tanto gustosa e variegata quanto paracula. Per carità, ottimi ripescaggi dagli archivi e ottima soundtrack, ma se fosse sufficiente questo per fare un ottimo film saremmo tutti da Palma di Cannes.

Una piacevole visione e un bel bignami su un epoca di cui si sente ancora l'eco, ma per favore non gridiamo al capolavoro. Dedicato alla madre del giovane protagonista, morta di cancro poco prima dell'uscita, dal film è tratta la serie televisiva This Is England '86.


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