martedì 11 ottobre 2011

Russian Tsarlag "Community Death Tube"

Complice l'ennesima frontiera della pirateria, che grazie a mediafire e famiglia mi permette di scaricare di tutto e di più anche al lavoro (anche al lavoro!!!), e complice l'insana e ignobile passione che da un anno a questa parte mi fa apprezzare qualsiasi cosa porti tatuato il marchio Not Not Fun, ecco che mi ritrovo ad ascoltare "Community Death Tube" di Carlos Gonzales aka Russian Tsarlag.
L'etichetta di Britt e Amanda, che ha da poco pubblicato in cassetta il suo ultimo lavoro "Classic Dog Control Booth", in questo caso non c'entra: anno di grazia 2008, targa Night People, ma non per questo odora di merda. Anzi.

Iperprolifico come da prassi nell'underground dell'underground odierno, l'uomo di Providence sforna sedici nenie catatoniche in bassa fedeltà sopra dissonanze di tastiere e chitarre, una carcassa di batteria tiene svogliata il tempo, le lezioni dei Sonic Youth periodo Bad Moon Rising e il pensiero Beat Happening in heavy rotation nella testa del nostro.
Il buio che adorna il tutto non è una posa ma una condizione al contorno sulla quale non è possibile agire, la luce ci sarebbe pure, ma alzarsi ad accenderla costa troppa fatica.

Generazione slacker 2.0: lo scazzo non si cerca nemmeno più di veicolarlo tramite strutture pop, oggi non ce n'è più bisogno. Il concetto è più puro, più diretto. I solchi sono stati tracciati, costruite le strade, comunicazioni rapide. Meno originale, meno nuovo, ma per antitesi ancor più sincero.
Matematico che mi sto sbagliando, ci sarà una falla, mi starò perdendo qualcosa, ma oggi mi piace pensarla così.


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