mercoledì 12 ottobre 2011

Maria Minerva "Cabaret Cixous"

E tanto per non togliersi la Not Not Fun dalla bocca eccoci a parlare dell'ultima fatica di Maria Minerva, "Cabaret Cixous". Della serie battere il ferro finchè è caldo, terza pubblicazione in un anno dopo "Tallinn at Dawn" e l'ep "Noble Savage" su 100% Silk, e terzo centro pieno.

All'anagrafe Maria Juur, estone trapiantata a Londra, classe 1988, da alcuni mesi è sotto i riflettori della stampa underground tutta, inclusi The Wire e incluso Simon Reynolds, che si esprime così: “quello che la rende interessante è come riesce a recuperare tutti quei fantasmi del passato recente, gli anni ’80, l’italodisco, il techno-pop, e reinterpretarli come se fossero non ricordi artificiali, ma come se in qualche modo facessero parte della natura stessa, dell’ambiente che ci circonda. È una presenza piuttosto unica anche in mezzo a tutte le reginette hypnagogic che sono venute fuori nell’ultimo paio di anni”. Ci mancherebbe, pienamente d'accordo.

Il sound della giovane estone è pura fascinazione chillwave, melodie rarefatte e atemporali, bozzetti di gioiellini pop diluiti come acquerelli. E qualcuno ha pure sciolto un acido nella tintura, tanto per gradire. Basterebbero le iniziali These days e soprattutto Pirate's Tale a farvi innamorare di "Cabaret Cixous", ma la ragazza continua imperterrita, e allora gustatevi anche i singoli Ruff Trade e Soo High, presenti sul web anche in versione video ultra basso costo e fedeltà. Un aiutino per farvi un'idea di quali acque navighi la mente sognante della nostra eroina.
Torpore e colore.

Maria Minerva - Ruff Trade from Not Not Fun on Vimeo.


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