mercoledì 26 ottobre 2011

Brevi interviste con uomini morti: Al Capone

Dopo il mirabolante successo del primo esperimento - a proposito, ringraziamo ancora il buon Marshall McLuhan per la disponibilità - The White Surfer torna ad utilizzare l'ultima invenzione nel campo della tecnologia ed intervista un altro morto: nientepopodimenochè il temibile Al Capone, l'arcinoto gangster che negli Anni Trenta teneva in pugno Chicago grazie alla sua rete di criminalità organizzata. E allora, cosa aspettiamo? Andiamo subito a fargli un paio di domande.




Alessandro Gentili: Buongiorno Mr. Capone, innanzitutto non si incazzi.
Al Capone: D'accordo. In fondo abbiamo quasi lo stesso nome.

AG: E' vero, accidenti. Non ci avevo pensato.
AC: Eh.

AG: Senta, ci sono sicuramente notevoli parallelismi tra il gangsterismo americano e la mafia, non crede?
AC: Ceramente, anche se la mafia opera in maniera più subdola e sotterranea, mentre noi eravamo ben più espliciti... sicuramente abbiamo fatto un bel casino entrambi, non si può negarlo! C'è una differenza sostanziale però. I gangster come me oggi non esistono più, siamo stati sconfitti. La mafia invece, non solo esiste ancora, ma addirittura è più forte rispetto al passato: ammettiamolo, la mafia ha vinto, la corruzione, il vizio, la depravazione non sono più virus esterni che si possano realmente estirpare: questi virus hanno ormai infettato l'organismo della società, si fondono con essa a livello capillare, incidendo sul suo stesso Dna. Non solo non è più possibile estirparle la mafia, ma nemmeno lo si desidera.
La lotta alla mafia continuerà, ma sarà come Don Chisciotte contro i mulini a vento se non si agisce pesantemente alla radice dello Stato. E forse è già troppo tardi.
Naturalmente, essendo io, Al Capone, cattivo, non desidero affatto questo.

AG: Ovvio. Si sente più italiano o americano?
AC: Io sono più italiano di lei.

AG: Mhh... Pensa di aver fatto qualcosa di buono nella sua vita?
AC: Innanzitutto me la sono spassata di brutto, alla faccia vostra! E in fondo qualcosa di buono l'ho fatto anche. Pensi a Chicago in pieno Proibizionismo: se non ci fossero stati fiumi di alcool clandestino pensa che i locali sarebbero stati ugualmente pieni di gente?! E che il jazz che si suonava lì avrebbe avuto la stessa aura, la stessa risonanza? Ho consegnato alla storia una città memorabile, la Città del Vizio. Senza di essa la musica di oggi non sarebbe affatto la stessa.
E inoltre, vi sareste persi un sacco di bei film!

AG: A proposito, le sono piaciuti i film basati sulla sua figura? Penso al primo Scarface di Hawks, o a Gli Intoccabili...
AC: Beh, diciamo che ci sono andati vicino. Di certo non sono stato un santo.

AG: Beh, sì. Non pensa mai che quello che lei ha fatto, il dolore che lei ha causato a tante famiglie, sia qualcosa di atroce?
AC: Attento a come parla... stia molto attento...

AG: Mi sta minacciando?! Guardi che lei è morto!
AC:
E lei? E' solo chiacchiere e distintivo!!!

AG: Beh, chiacchiere sì, tante... ma il distintivo, quale?!!
AC:
In effetti, non saprei...

AG: E' all'inferno, in purgatorio o in paradiso?
AC: Non so di cosa stia parlando.

AG: In effetti, nemmeno io.


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